Mario Zuccarini nacque a Chieti il 24 febbraio 1920.

Il 5 aprile 1945 fu assunto dalla Amministrazione provinciale di Chieti dove rimase in servizio fino al pensionamento, avvenuto il 31 dicembre 1978.

Svolse, in principio, le mansioni di distributore alla biblioteca “De Meis”, allora diretta dal professor Francesco Verlengia, e successivamente quelle di vice bibliotecario.

Quasi contemporaneamente all’attività in Provincia, iniziò la sua intensa carriera giornalistica che tra le collaborazioni più importanti annovera quelle alla Rai e all’agenzia Ansa, entrambe in qualità di corrispondente da Chieti, oltre che a numerosi periodici.

Come giornalista ebbe un ruolo importante all’interno dell’UCSI, l’associazione stampa cattolica, prima come vice presidente regionale, poi come presidente della sezione chietina.

Tra il 1960 e il 1985 fu consigliere e assessore comunale, nel partito della Democrazia Cristiana.

Il 30 ottobre 1971, fu nominato dal sindaco Arduino Roccioletti a presiedere la Commissione della Toponomastica cittadina.

Il 16 maggio 1974 ricevette dalla Giunta municipale, che votò all’unanimità, l’incarico (che conservò fino alla morte) di Soprintendente del Teatro Marrucino che era stato riaperto il 29 aprile 1972 dopo circa trent’anni di abbandono.

Oltre all’attività teatrale (compresa l’apertura di scuole di recitazione), Zuccarini potenziò le strutture tecniche del Marrucino e promosse iniziative tese a diffondere il nome del teatro ben oltre i confini cittadini. Tra queste, va ricordata l’istituzione della biblioteca di specializzazione teatrale, che oggi porta il suo nome. In occasione della inaugurazione, avvenuta il 26 maggio 1984, il Sovrintendente auspicò la realizzazione di uno schedario unico per tutte le biblioteche urbane tale da offrire la possibilità all’utente di sapere, in qualsiasi momento, dove poter reperire un determinato testo.

Di certo, il nome di Zuccarini rimarrà legato, nel campo degli studi, al monumentale progetto di “bibliografia abruzzese”, che si articola in più fasi.

Nel 1956 pubblicò i Contributi alla bibliografia abruzzese. Serie 1., con prefazioni di Giorgio De Gregori e Francesco Verlengia. Il repertorio, con oltre 1300 voci, si collega – come è spiegato nell’Avvertenza – alle bibliografie generali del secolo precedente, delle quali conserva l’impianto topografico.

Dopo oltre vent’anni da quel primo “contributo” e dopo quattro di gestazione, pubblicò, nel 1980, la Bibliografia abruzzese.

A partire dal 1990, il lavoro di raccolta bibliografica produrrà altri tre volumi editi dalla Deputazione abruzzese di storia patria, di cui l’ultimo uscì postumo nell’anno 2000, a cura di Umberto Russo.

Con le oltre diciassettemila voci complessive, lo sterminato repertorio, pur partendo dal materiale della biblioteca chietina, aveva ormai allargato il campo della rilevazione, inclusa la raccolta libraria dello stesso autore.

Morì il pomeriggio di martedì 12 novembre, nella sua abitazione chietina.

 

 

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