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D’Annunzio e Filippo De Titta: Carteggio (1880-1922) e
altri documenti dannunziani, a cura di
Enrico Di Carlo, Lanciano, Carabba, 2007 (La biblioteca del
particolare, 10. Collana diretta da Gianni Oliva) Un ritratto inedito del d’Annunzio adolescente
e giovane è quello che emerge dai documenti pubblicati in questo volume che
raccoglie il carteggio con Filippo De Titta e una biografia del poeta che lo
stesso De Titta scrisse nei primi anni del Novecento, ma mai data alle
stampe. L’idea di un racconto che documentasse quegli
anni di vita di d’Annunzio era maturata, nel
maestro di Sant’Eusanio del Sangro, nel 1901, com’è testimoniato da
una lettera che il poeta gli aveva inviato il 26 dicembre di quell’anno, in
cui confessava al «caro Filippo» che il «libro che mi annunzii – intorno alle
memorie della mia fanciullezza e della mia adolescenza, di cui fosti amoroso
e fedele testimone – sarà dolcissimo al mio cuore di amico. Sono molto
curioso di leggere le lettere che tu conservi e di riavere, a traverso il
tempo, qualche riflesso di quell’infantile ardore». D’Annunzio, in realtà, non si curò mai di
favorire la pubblicazione delle “memorie”, forse perché contrariato dal fatto
di dover «sopportare il fastidio ed il disgusto di vedermi ristampati aridi
esercizî scolastici, prosette ingenue della puerizia e dell’adolescenza,
esperimenti di studioso, rifacimenti rapidi, facili zibaldoni, capricci
improvvisi, cronache frivole non destinate a vivere se non un giorno o un’ora». La lettura del racconto e del carteggio (mai
riproposto integralmente) consente, inoltre, una più accurata ricostruzione
biografica di De Titta, alla luce dei rapporti che egli ebbe con d’Annunzio e
con gli altri intellettuali dell’epoca. |
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