Scritti di:

Enrico Di Carlo, Giancamillo Rossi: Note biografiche

Alfonso Cipolla, Per una storia della marionetta abruzzese

Vito Giovannelli, La bottega di Giancamillo Rossi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Giancamillo Rossi (il nome di battesimo era Camillo) nacque occasionalmente a Bari l’11 dicembre del 1907, da Alfredo (rettore dei Convitti nazionali) ed Ernestina Flocco.

La sua attività artistica si svolse prevalentemente in Abruzzo. D’ingegno quanto mai versatile, egli spaziò dalla scultura alla pittura, dal teatro alla creazione di marionette.

Le prime notizie che si sanno di lui sono quelle relative agli anni trascorsi a Teramo, dove rimase dal gennaio del 1933 all’ottobre del 1945.

È questa l’epoca in cui il giovane iniziò a svolgere un’intensa attività teatrale, collaborando con il teatro dei G.U.F. (Gruppo universitario fascista), uno dei sette “sperimentali” stabili italiani in funzione dal 1939 al 1943, nato dalla passione dei fratelli Pietro, Giovanni e Vittorio Boccabella.

Apprezzato anche come scultore, di lui si conoscono un busto di Sant’Agata, in terracotta bronzata, realizzato probabilmente nel 1941 in occasione della inaugurazione della cripta dedicata alla santa, a San Marino; una terracotta, del 1935, raffigurante un frate cercatore, che l’artista donò a Pietro Boccabella; e un busto di Baudelaire, del quale si conserva la sola immagine fotografica.

Dopo un periodo trascorso a Chieti, nel 1958 si trasferì a Pescara dove, il primo luglio 1970, aprì bottega nella centralissima via Genova, trasformandola in una sorta di cenacolo culturale.

Gli anni pescaresi furono quelli che gli diedero maggiore notorietà come costruttore di marionette, in Italia e all’estero.

Quando la morte lo colse, stava lavorando alla costruzione di un piccolo teatro tutto suo. Un sogno che non fece in tempo a concretizzare. Un male terribile lo aggredì durante l’inverno del 1982. Il 27 febbraio, i riflettori di quel piccolo teatro si spensero all’ospedale di Pescara.

 

 

 

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