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L’idea di raccogliere in un album le foto in bianco e nero
di Garrufo nacque, quasi casualmente, poco più di un anno fa, in occasione di
una mostra fotografica organizzata da questa Pro Loco, che consentì di
riportare alla luce, dai cassetti che gelosamente le custodivano, alcune
immagini, testimoni silenziose di un passato non troppo lontano, eppure già
così antico. Attorno a quel primo nucleo, si è subito concentrato
l’entusiasmo dell’intera popolazione che ha fattivamente collaborato alla
riscoperta delle “fotografie di famiglia”, consentendo di operare una scelta,
tra il vasto materiale pervenuto, che ha portato alla pubblicazione di questo
volume con il quale intendiamo inaugurare la collana editoriale “I colori del
tempo”. Già, perché anche sul recupero del tempo si basa
l’attività di ricerca della Pro Loco (costituita nel 2004), attraverso lo
studio delle leggende sacre e profane, della tradizione, dei giochi e del
cibo: momenti di vita quotidiana che tentiamo di far rivivere mediante le
molteplici iniziative organizzate durante l’anno. Eppure, in ciascuno di noi c’era la consapevolezza, il
desiderio di doversi fermare, magari per un solo istante, a raccogliere il
ricco patrimonio lasciato in eredità dalle generazioni che ci hanno
preceduto: metterlo insieme in un ‘quaderno’ che potesse raccontare la storia
di Garrufo, compresa tra il Ventennio e la seconda metà degli anni Sessanta
del secolo scorso. Una storia semplice, fatta di sacrifici, di lavori nei
campi e di attività artigianali, svolte in piazza o nella piccola bottega
ricavata nella vecchia casa patriarcale. Una storia che racconta di
matrimoni, di feste religiose, di giochi fatti con strumenti alla buona, di
bimbi ai quali era consentito divertirsi lungo una strada desolata e
polverosa, e di altri eventi che scandiscono il ciclo dell’uomo. Ci è sembrato il modo migliore per rileggere questa
storia – che è quella dei nostri genitori, al più dei nostri nonni – evitando
il rischio che un patrimonio demologico così ricco potesse andare disperso
[…] (dalla Presentazione di Carlo Di Clemente) |
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