«Sabati e sabati passati a marciare, epidemie di geloni, divieto assoluto di fare l’albero di Natale e di bere caffè. Niente strade asfaltate né wc in casa o televisione. Telefono e auto solo per pochissimi. Il Ventennio fascista, visto nei suoi aspetti meno politici, più concreti, belli o brutti che fossero, è un mondo lontanissimo». Eppure, quel “mondo” non è stato poi così lontano. È l’età dei nostri genitori, al più dei nostri nonni, che quegli anni li hanno vissuti in un clima ben lontano – questo sì – da quello enfatizzato da certa propaganda di regime.

 

Teresio Cocco ha consentito di poter selezionare – tra la sua imponente collezione – oltre cento stampe in bianco e nero che richiamano alla memoria frammenti di un passato compreso nell’abbraccio di due epoche così vicine, eppure così diverse tra loro: il Ventennio e la ricostruzione degli anni Cinquanta.

 

Le foto della “Collezione Cocco” oltre a rivelare le trasformazioni urbanistiche che, nei due momenti storici, hanno interessato il centro abitato, consentono di leggere in filigrana gli avvenimenti più ragguardevoli attorno ai quali si è organizzata, nel volgere di pochi lustri, la vita civica di Chieti.

 

(dalla Presentazione di Enrico Di Carlo)

 

 

 

 

 

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